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1 nov 2014

Un selfie dalla culla


Con il 92% dei neonati statunitensi e il 73% di quelli europei presenti online, il dibattito sull'opportunità o meno di mettere le foto dei propri figli su Facebook è quanto mai attuale e acceso.
La questione più importante non è necessariamente/non solo quella dei pericoli che possono derivare da questa pratica su questioni relative alla protezione e alla privacy dei minori. Si tratta infatti, prima ancora, di rendere i genitori consapevoli di ciò che stanno facendo e delle loro responsabilità.
A questo pensava anche la designer olandese Laura Cornet mentre realizzava il suo progetto "New Born Fame": un play set composto da quattro giocattoli che permettono ai bambini di caricare le proprie foto, i video, e le attività sui social media anche prima di essere abbastanza grandi per utilizzare un computer. Usando infatti il morbido logo di Facebook che penzola sulla culla sopra la sua testina, tirando il soffice uccellino blu, il bambino automaticamente produce e condivide le sue foto e i suoi video e si geolocalizza. Racconta Cornet che, nel vedere questo suo prodotto, molti genitori si dimostrano scandalizzati e turbati. "Eppure - argomenta la designer - quando una madre fa la stessa cosa, ciò viene subito accettato; mentre il bambino non ha alcuna voce in capitolo". Lei dunque, provocatoriamente, ha solo riportato il potere nelle mani dei bambini, pur inconsapevoli.

26 mag 2014

Social network contro il bullismo

Facebook lancia in Italia la piattaforma di prevenzione contro il bullismo in collaborazione con Save the Children Italia eTelefono Azzurro, due associazioni strategiche nell’ambito della sicurezza online dei minori. “E’ il risultato di un lavoro iniziato tre anni fa e nato con l’obiettivo di aiutare le persone a usare Facebook in modo sempre più consapevole e sicuro”, spiega il social network. E’ stata creata dagli ingegneri di Facebook e dallo Yale Center for Emotional Intelligence. E’ accessibile in Italiano direttamente da questo link.
Da oggi ogni persona che segnalerà un episodio di bullismo su Facebook verrà automaticamente indirizzato alla nuova piattaforma, dove troverà consigli su cosa fare e come comportarsi. Il progetto “vuole essere un punto di riferimento non soltanto per i giovani ma anche per gli adulti”. “La migliore risposta al bullismo e al cyberbullismo è garantire a ragazzi e ragazze spazi e opportunità per farsi parte attiva nel contrasto di questo grave fenomeno”, dice Raffaela Milano, di Save the Children Italia. “È indispensabile che fin dai primi passi mossi in rete i ragazzi apprendano ad esercitare il proprio senso critico”, aggiunge Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e ordinario di Neuropsichiatria infantile presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. “La tutela della sicurezza dei ragazzi che utilizzano la nostra piattaforma è una delle nostre massime priorità”, conclude Laura Bononcini, Head of Policy Facebook Italia.

23 ott 2013

Baby Social 0.1

Qwert, è il social network di Treviso dedicato ai ragazzi in età pre-adolescente.
Messo a punto nel 2010 dall'Azienda Ussl9 insieme al Comune di Treviso, al Lions Club e all'ufficio scolastico provinciale, e nato con l’intenzione di dare ai ragazzi la possibilità di usare un social network sicuro in cui potersi presentare, conoscere e scambiare  pensieri, Qwert offre anche ambiti specifici di confronto su tematiche inerenti la fase di crescita dei piccoli utenti. 
Il nome del social, modulato dal neologismo “qwerty”, che indica la posizione dei tasti nella tastiera dei computer occidentali e insieme evoca la parola del dialetto locale che significa "coperto", contiene in sé le intenzioni di futuribile didattica tecnologizzata e di protezione e riparo dei giovani dalle insidie di chat, tag, post e link.
Al sistema si accede tramite password, username e tramite la sottoscrizione dei genitori di una liberatoria.
Le intenzioni sono buone, tuttavia la cosa più interessante sembra essere l'educazione ad un uso utile e consapevole dei social, più che l'obiettivo di protezione e sicurezza dei giovani. Siamo sicuri infatti che a quell'età non sia molto più bello trasgredire le regole di mamma e papà invece che avere il loro benestare anche per accedere a un social network?