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13 lug 2013

The Children’s Media Conference


Si è chiusa a Sheffield il 5 luglio scorso la decima edizione della Children’s Media Conference. 190 esperti e operatori si sono riuniti per confrontarsi sulle nuove tendenze nel mercato dei contenuti per i più piccoli e molte sono le cose interessanti che ne sono emerse. Tra queste la rivoluzione in atto nel mondo della distribuzione che si sta progressivamente spostando sulla rete e sulle app. Qualche esempio: i giochi degli Angry Birds hanno chiuso il 2012 con 263 milioni di giocatori attivi al mese e hanno generato una serie di cartoni animati visualizzati 400 milioni di volte, per lo più all'interno delle applicazioni per smartphone. Netflix ha commissionato alla DreamWorks Animation la produzione di 300 ore di programmazione per bambini per la distribuzione online e il nuovo personaggio della Disney, Swampy l'alligatore, ha fatto il suo debutto in un gioco per cellulare. Molti produttori televisivi stanno dunque lavorando su prodotti da distribuire direttamente, attraverso applicazioni, YouTube e /o siti web. All'orizzonte di questo interessante nuovo mondo  ci sono però anche delle nuvole e riguardano le modalità di gestione e di acquisto dei contenuti da parte dei più piccoli dopo il verificarsi di casi di bambini che hanno speso fortune scaricando app all'insaputa dei genitori o utilizzando moneta virtuale.

5 giu 2013

Baby TV, baby Radio



Un articolo comparso su La Repubblica del 4 aprile 2013 racconta il trionfo delle “baby-tv”, tv per piccoli e piccolissimi, e di come le emittenti siano oggi a caccia di target sempre più giovani, in competizione per offrire anche ai bambini più piccoli, cioè fino ai tre anni, prodotti ad hoc.
Gli ascolti medi di Rai Yoyo, leader per questa fascia di età, raggiungono quota 250.000 (i bambini tra 0 e 3 anni in Italia sono poco più di 2 milioni), e i canali tematici in competizione tra loro sono oltre una trentina. Seguitissimi ormai non solo durante il giorno - la fascia di ascolto più alta, non sorprendentemente, è quella prima di cena -  ma anche la notte, come ci svela un altro articolo recentemente apparso sul Corriere della Sera.
Se l’interesse del mondo televisivo, pur in trasformazione, è ormai cosa consolidata da decenni, più interessante è però vedere come per i piccolissimi si stia riscoprendo anche la cara vecchia radio. Lo dimostra la nascita (a gennaio) della  Piccola Radio di Radio Tre, percorso sonoro dedicato alla lettura per l’infanzia, ma anche l’ormai ricca scelta di web radio come La Radio delle Idee o Radio Magica. Solo per citarne due.

18 mag 2013

"Io sono Peppa Pig…"


Fa parte, ormai dal 2010, della quotidianità televisiva di molte famiglie italiane con bimbi di età prescolare ed è stata l'indiscusso fenomeno dell'editoria per ragazzi nel 2012. Si chiama Peppa Pig e sembra mettere tutti d’accordo. 

Anche al XXVI Salone Internazionale del Libro, in corso in questi giorni a Torino, Peppa Pig gioca il ruolo della star: per gli editori che, anche grazie a lei, hanno visto, tra 2012 e 2013, un incremento del +4% del mercato del libro, e per i bambini che affollano lo stand di Giunti e seguono meravigliati nei padiglioni del Lingotto l'enorme pupazzo della Porcellina.

Creata nel 2004 da Astley Baker Davies con lo scopo di divertire, intrattenere e stimolare i piccoli attraverso forme, colori, musiche e storie e investita oggi da una grande popolarità, Peppa è stata elevata da molti a ruolo di esempio, maestra, educatrice, ma si è trovata anche al centro di bizzarre polemiche.
I genitori inglesi nel 2010 hanno protestato vivamente quando Peppa e George hanno fatto un giretto in auto con Papà Pig e Mamma Pig senza avere allacciate le cinture di sicurezza, e non manca neppure chi rimprovera l’abitudine dei maialini di saltare nelle pozzanghere di fango! 
Alle mamme e ai papà in crisi perché i loro figli sono meno sicuri e più monelli per colpa della piccola porcellina, risponde, con malizia e ironia, il quotidiano inglese "The Telegraph": un personaggio animato, per quanto il più delle volte ben educato, razionale e politically correct, non solleva dal gravoso compito genitoriale di insegnare la vita ai propri figli. Viene da pensare altrimenti che i piccoli furfanti, nascosti dietro l'enorme naso di Peppa Pig, possano farla in barba a genitori disorientati e confusi.
Ma non sono solo le famiglie a chiamare in causa il mondo della TV nella gestione delle loro questioni quotidiane, anche la politica ha cercato di coinvolgere Peppa a sostegno di campagne propagandistiche! E’ stato il Partito Laburista, il centro-sinistra inglese, che ha invitato, nel 2010 in aria di elezioni, la famosa maialina a sostenere il loro manifesto per le famiglie. Peppa ha gentilmente declinato l’invito, qualcuno dichiara perché manifestamente conservatrice: con quella grande casa, quel papà sempre sfaccendato e quella mamma con una lavanderia così grande da sostenere il continuo saltare nelle pozzanghere di fango!