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5 dic 2014

ZeroSei


E' sempre più evidente ormai come i bambini siano oggi al centro di numerosi percorsi di riflessione sui temi della cittadinanza attiva, dello sviluppo economico, sociale e culturale. Nel nostro Paese ma non solo. Ce ne siamo occupati più volte in questo blog, soprattutto guardando alle politiche di accesso alla cultura.
Percorsi di riflessione - la cui esistenza è già un buon segno - cui purtroppo non sempre segue un'operatività sul territorio e molta è ancora la strada da fare per dare il giusto spazio ai diritti e alle necessità di questa importante parte della popolazione.
Proprio per questo è particolarmente interessante il programma che Compagnia di San Paolo ha avviato da inizio 2014 a favore dei cittadini più piccoli: si tratta del Programma ZeroSei, nato con l'obiettivo di costruire un quadro di interventi coordinato per promuovere il benessere e lo sviluppo armonico dei bambini torinesi e piemontesi nella fascia 0-6 anni ossia negli anni centrali per lo sviluppo cognitivo, psichico, fisico, linguistico e sociale delle persone.
Il programma si articola in numerose azioni - da Spazio ZeroSei, luogo dedicato alla sperimentazione, alla creatività e alla socializzazione dei più piccoli, al Transatlantic Forum On Inclusive Early Years - e progetti sostenuti dalla Compagnia per esempio in ambito sanitario.

20 nov 2014

Il Mio Amico Museo


Sono stati i bambini a unire per la prima volta i musei milanesi: con Il Mio Amico Museo, iniziativa che riunisce, sotto un unico cappello, l’offerta culturale della città rivolta ai più piccoli.
L’idea, promossa dal Museo Diocesano, è infatti quella di promuovere le attività didattico-educative dei musei di Milano come un unico palinsesto, facile da capire, da prenotare e da fruire, con proposte studiate congiuntamente dai diversi reparti di didattica delle istituzioni culturali aderenti al progetto.
L'iniziativa, che ha come finalità principale quella di favorire un più ampio accesso e conoscenza del patrimonio museale della Città da parte delle famiglie con bambini, ha inoltre previsto, in occasione dell'apertura di Expo 2015, un fine settimana speciale con attività in italiano e in inglese per accogliere il pubblico di turisti stranieri arrivati a Milano per l'evento.
Il progetto, che testimonia la crescente attenzione di Milano e l'impegno della sua Amministrazione per i propri piccoli cittadini, è stato realizzato con il contributo Fondazione Cariplo.

11 ott 2014

Crescere nella Città Metropolitana



Capire come i bambini vedono Milano: è questo l'obiettivo della ricerca, promossa dalla Fondazione Bertini Malgarini e condotta dallo SPAEE dell'Università Cattolica, presentata a Palazzo Marino nell'ambito del convegno "We Care: crescere nella Città Metropolitana- La Città per te".
Una ricerca interessante, non solo per i risultati ma anche perché dà voce ai cittadini più piccoli, cittadini raramente oggetto di studio nella loro soggettività collettiva.
Scopriamo così, dalla voce di 629 alunni della scuola primaria e secondaria, che, a Milano, il posto dove si sentono più sicuri è il proprio quartiere, quello in cui imparano di più è la scuola e che i luoghi che piacciono di più sono il cinema e il parco/cortile. Ancora, ci dicono di essere stati al Duomo (quasi il 90%), di aver visitato il Castello Sforzesco e molti altri musei della Città anche se i musei sono terzi classificati nella lista dei luoghi che considerano più noiosi.
In generale, la Città ne esce abbastanza bene: più della metà del campione le dà un voto buono o molto buono anche se al 62% non dispiacerebbe vivere altrove, sia a Torino, a Roma, a Vicenza, a Boston o in Canada. Alcuni servizi e luoghi, come per esempio le biblioteche e i centri sportivi, evidenziano un ruolo particolarmente importante nella vita dei bambini milanesi, altri devono ancora lavorare per rendersi visibili e rilevanti agli occhi di questa giovane utenza.
I piccoli studenti milanesi hanno valutato anche i loro concittadini più grandi che sono "gentili" e "amichevoli" ma anche "indifferenti" e "non ti guardano", soprattutto quando cresci.

26 set 2014

A Torino si nasce con la cultura


Nati con la cultura: dal 23 settembre lo saranno tutti i bambini che vedranno la luce all'ospedale Sant’Anna di Torino. Il progetto, presentato all'ospedale torinese dal Ministro Franceschini e dalla Presidente della Commissione Europea Cultura ed Educazione Silvia Costa, è stato promosso da Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus e da Palazzo Madama e prevede che, a ogni bambino nato al Sant'Anna, venga consegnato un "Passaporto Culturale". Grazie a questo documento, la famiglia potrà visitare gratuitamente Palazzo Madama per un anno e scegliere un’opera o un ambiente per scattare una foto ricordo con il neonato che diventerà subito “cittadino della cultura”.
L’iniziativa, che mira ad ampliarsi ad altre città italiane (Pier Luigi Sacco, Direttore di Candidatura Siena2019 ha già annunciato di volerla adottare nella città toscana visto che "è l’intera città ad essere nata con la cultura") ha, secondo Silvia Costa, tutti gli elementi per diventare un progetto europeo.
Per il sottosegretario alla Cultura Francesca Barracciu “questo passaporto è un modo per educare i bambini, e quindi le loro famiglie, a conoscere e amare il nostro patrimonio culturale e ad essere capaci di prendersene cura e tramandarlo”.
La cultura entra, così, a far parte delle raccomandazioni per una buona crescita.

5 mag 2014

A Backpack (full of) culture


A Backpack (full of) culture. Si chiama così il nuovo programma promosso in Croazia dal Ministero della Cultura in collaborazione con il Ministero della Scienza, dell'Istruzione e dello Sport come parte della politica del governo per le scuole materne, elementari e superiori.
Si tratta di un progetto nazionale di integrazione e arricchimento dei curricula scolastici sui temi dell’arte e della cultura oltre che di collaborazione tra vari settori istituzionali e del sistema dell’istruzione e della formazione.
Intento del progetto: favorire l’avvicinamento dei bambini, già in età pre-scolare, al mondo delle arti e della produzione culturale per sviluppare il senso estetico e la sensibilità dei più piccoli e lavorando così, nel contempo, a favorire le condizioni per un più largo accesso alla cultura.
Come? Attraverso la collaborazione tra scuole materne, di primo e di secondo grado, e accademie di belle arti i cui studenti saranno coinvolti nella costruzione di laboratori per bambini  coni programmi creati in cooperazione con i loro professori. 
Data la loro età, gli studenti delle accademie possono infatti sviluppare un buon rapporto con i bambini fungendo da “modello” nell'apprezzamento per l’arte e nell'impegno in attività culturali.
Le “materie” incluse sono lo spettacolo dal vivo (teatro, danza), l’arte visiva, la musica, la letteratura, il cinema e il patrimonio culturale.

23 gen 2014

Ecco il MUBA, il nuovo museo dei bambini di Milano!



Anche Milano ora ha il suo museo dei bambini: il MUBA, centro permanente di progetti culturali e artistici dedicati all'infanzia. Ha aperto i battenti oggi alla Rotonda della Besana con la mostra-gioco “Scatole” che, attraverso sei installazioni, sviluppa il tema delle scatole come contenitori in cui riporre o custodire qualcosa o come contenuti da scoprire, e con la mostra “L’essenza e l’eccesso” ideata da Paolo Ulian e curata da Best Up. Tra le diverse scatole, piccole e grandi, da guardare o da “abitare”, particolarmente suggestive sono quelle a cura di Beatrice Ferrario, dedicate a personaggi storici che hanno uno stretto legame con la Rotonda di via Besana, e le sei cabine da mare, micro-universi da scoprire.
“L’essenza e l’eccesso” è costruita invece su 24 coppie di oggetti, ognuna delle quali rispondente a una funzione – mangiare, bere , lavare, scrivere ecc.- nella doppia declinazione “ essenziale “ o “eccessivo”, e invita a interrogarsi sulla sostenibilità delle scelte che ciascuno di noi compie quotidianamente.
Infine, il nuovo MUBA ospita lo spazio di REMIDA, centro di riciclaggio creativo, un ricco bookshop di Corraini e una caffetteria che, nelle sere estive, animerà anche il giardino della Rotonda, suggestivo edificio tardobarocco che, nato con funzioni cimiteriali, ritrova ora nuova vita e nuove funzioni grazie ai bambini.

11 nov 2013

Europa poco attiva culturalmente? Puntiamo sui bambini!


L'Europa sta diventando un continente meno culturalmente attivo? Sembrerebbe questa la tendenza secondo quanto emerso dalla nuova indagine sull'accesso e la partecipazione culturale della Commissione europea, appena pubblicata come Eurobarometro 399.
Era dal 2007 che non veniva realizzato una survey su questo tema e, nonostante le notevoli differenze tra Stati membri, gli europei sono meno impegnati in attività culturali oggi rispetto ad allora. Solo il 38 % infatti pratica attività come il canto, il ballo o la fotografia e, in termini di partecipazione 'passiva', coloro che si considerano molto impegnati culturalmente sono solo il 18 % dei cittadini contro il 21 % nel 2007.
Il declino ha interessato tutte le attività culturali, tranne il cinema. Le principali ragioni addotte per  la scarsa partecipazione ad attività culturali sono la mancanza di tempo (il 44 % dei rispondenti lo indica come il principale impedimento a leggere un libro), la mancanza di interesse, la mancanza di denaro (25 % motiva così la non partecipazione a concerti). E le attività meno popolari sono la lirica e il balletto: il 50% dei rispondenti indica il "non interesse" verso questi generi di intrattenimento culturale.
E gli italiani? Purtroppo nemmeno loro si salvano e, anzi, che si tratti di musei, teatri o biblioteche la loro partecipazione culturale è sempre sotto la media europea.
L'indagine ha mostrato però che oltre la metà dei cittadini europei utilizza Internet per scopi culturali e, quasi un terzo, lo fa almeno una volta alla settimana. Questo dovrebbe aprire una finestra di riflessione su come le istituzioni culturali si comunicano sulla rete e sulle nuove forme di produzione e fruizione culturale sul web.
E, per noi, l'Eurobarometro conferma la strategicità per le politiche culturali di indirizzarsi verso i più piccoli, per favorirne l'accesso e l'abitudine alla partecipazione culturale.

18 ago 2013

Addio Walter Santagata, grande economista della cultura e pensatore generoso



Walter Santagata è stato un grande economista della cultura e un pensatore generoso. Studioso di fama internazionale, membro del Consiglio Ministeriale degli studi del ministero della Cultura Francese e, fino al 2009, membro del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e del Paesaggio del Mibac, è stato tra primi in Italia a promuovere una vera riflessione sui temi della cultura come motore di sviluppo economico e sociale.
laculturadeipiccoli lo ricorda per le sue idee e i suoi scritti sull'accesso alla cultura, sulla necessità di incentivare e valorizzare la produzione culturale nel nostro Paese e di investire nel capitale umano e nella formazione di nuovi talenti. 

24 lug 2013

MUSE all night: se sei naturalmente curioso!


24 ore no stop, dalle 18.00 del 27 alle 18.00 del 28 luglio, per dare il benvenuto al MUSE: MUseo delle ScienzE di Trento.
Parole d'ordine della "notte bianca" della scienza: evoluzione, ambiente, innovazione, biodiversità e sperimentazione. La cerimonia prevede musiche, performance artistiche, visite guidate al museo, talk show, animazioni scientifiche, e sorprese continue dalla sera alla mattina e dalla mattina alla sera. Il momento più strettamente dedicato alle famiglie, sarà la domenica mattina, con esperimenti, giochi scientifici, brevi e divertenti presentazioni a opera dei ricercatori del museo, pillole di scienza e laboratori creativi, ma l'intero programma sembra allettante per grandi e piccini al pari.
Il MUSE si propone, a partire da questa grande cerimonia, come un luogo dove la cultura e la scienza si possono sperimentare e toccare con mano in modo educativo e coinvolgente attraverso sensazioni estreme e trucchi multimediali. Il visitatore inizierà la sua visita dall'alto dell'edificio, dai picchi frastagliati delle montagne alpine, e scenderà fino alla foresta pluviale, lungo un processo di apprendimento tra habitat che cambiano a seconda dell'altitudine, saltando da pareti rocciose, sciando su pendii innevati e scoprendo impronte di dinosauro fossilizzate.
Ci sono voluti dieci lunghi anni di lavoro per arrivare all'inaugurazione di sabato prossimo che vedrà dare alla luce una struttura molto avanzata dal punto di vista ecosostenibile, progettata dall'architetto Renzo Piano, ed un percorso museale ricco di attrattive, contenuti innovativi ed un approccio interattivo inedito. 

19 lug 2013

Egalitè


Maschio o femmina, azzurro o rosa, pantaloni o gonna, macchinina o bambola…e chi più ne ha più ne metta perchè le distinzioni di genere, e la conseguente attribuzione di ruoli nella società, proposte e imposte ai piccoli e alle piccole sono innumervoli nella vita quotidiana, e sono, a detta di molti, esclusivamente culturali e mai naturali.
Per combattere questi stereotipi, a partire da settembre, 500 istituti francesi adotteranno un metodo educativo non differenziato secondo il sesso: "ABCD de l'ègalitè".
L'intento è quello di pareggiare le possibilità di carriera e crescita professionale tra i generi, che al momento trovano svantaggiate le femmine più inclini a studi umanistici, e di liberare il potenziale espressivo e culturale di ognuno. Amara novità per quanti hanno già dato voce alla polemica contro la legge sui matrimoni tra omosessuali.
Sull'onda di questa stessa riflessione l'Associazione di Promozione Sociale SCOSSE ha lanciato un progetto di censimento della letteratura per l'infanzia alla luce della restituzione da parte di testi e immagini delle differernze tra maschio e femmina. Il progetto denominato " Leggere senza stereotipi" raccoglie e cataloga testi che affrontano il tema della "differenza" proponendo modelli culturali vari, aperti e flessibili. Vale la pena addentrarsi nell'elenco, disponibile sul sito dell'associazione, e soffermarsi sulla sinossi redatta per ogni testo: curiosità e interesse ne saranno appagati.

1 lug 2013

Children, Childhood and Cultural Heritage

Fino a tempi recenti, il tema del patrimonio culturale dei bambini e della sua rappresentazione è stato praticamente assente da tutti i ragionamenti relativi alla museologia così come alle politiche e al management culturale.
Si tratta invece di una tematica di grande interesse, oltre che potenzialmente vastissima.
Il patrimonio culturale dei bambini, da quello intangibile fatto di fiabe e giochi, a quello tangibile dei luoghi, è infatti assai ricco, geograficamente differenziato e in continua evoluzione, vista l'instancabile produttività e mediazione culturale dei bambini.
Per questo è particolarmente interessante la lettura di "Children, Childhood and Cultural Heritage": perchè si ha l'impressione di esplorare una terra vergine, pur incredibilmente familiare.
Il volume, mettendo insieme discipline, luoghi e momenti storici differenti, indaga come nella vita quotidiana l'immaginario e la creatività dei bambini vengano collezionati, interpretati ed esposti nei musei e come tutto ciò contribuisca a determinare la rappresentazione pubblica dell'infanzia stessa.
Non solo, racconta anche dei bambini come collezionisti, del loro ruolo nella selezione del patrimonio da conservare per le future generazioni e, ancora, delle loro abitudini come fruitori di cultura.
Buona lettura.

28 giu 2013

London Play


Esiste a Londra un ente che si occupa di sviluppare e sostenere il settore "giochi per  bambini" nella capitale…Davvero!?
L'amministrazione londinese finanzia, insieme ad altri partner, l'operato di questa associazione che intende sostenere iniziative e organizzazioni tese a fornire nuove e migliori opportunità di gioco per bambini e ragazzi.
In concreto da quindici anni London Play si occupa dell'organizzazione di attività di divulgazione e  scambio di idee, studi e ricerche sul tema del gioco; lavora accanto a politici, genitori e scuole per migliorare la qualità delle aree di gioco in città; moltiplica le opportunità di ricreazione attraverso la promozione del volontariato nel settore infanzia.
Sulla prima pagina del sito web si legge "Quasi la metà dei bambini di Londra intervistati dicono di non giocare fuori tanto quanto vorrebbero. Vogliamo cambiare questo": che bella bandiera!

7 giu 2013

Un Ministro più attento alla cultura dei piccoli




Caro Ministro Bray,

pochi giorni fa si è appresa la Sua decisione di consentire l'accesso gratuito ai luoghi della cultura anche ai minori extracomunitari. Si tratta di un passo importante che, su questo fronte, riallinea l'Italia agli standard dei  paesi civili.
Negli ultimi anni abbiamo tanto sentito parlare del ruolo della cultura per lo sviluppo economico e sociale del Paese e i tagli ai finanziamenti pubblici, i crolli nei siti archeologici, il successo di libri come “Vandali” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, la “discesa in campo”, lo scorso anno, del primo quotidiano economico nazionale, il Sole 24 Ore, con un Manifesto per la cultura, hanno richiamato una grande attenzione sul tema.
Eppure non si parla mai di come avvicinare e formare nuovi pubblici per la cultura, di come formare i futuri mecenati e nutrire i creativi di domani.
Avvicinare i bambini alla cultura fa parte degli obiettivi strategici delle politiche culturali di molti paesi, europei e non, come la Danimarca, il Regno Unito, la Svezia, solo per citarne alcuni.
In Australia il rapporto “ Review of Theatre for Young People in Australia” ha osservato come l’esposizione precoce a esperienze artistiche positive trovi una correlazione con l’interesse e l’impegno culturale dei cittadini e la Svezia ha recentemente inserito, tra gli obiettivi della sua politica culturale nazionale, quello della partecipazione attiva dei bambini alla vita culturale, sancendo il diritto dei più piccoli a esercitare la propria creatività.
In Italia, sebbene molte importanti istituzioni pubbliche e private dedichino ormai specifici programmi ai bambini, anche ai più piccoli, questi sono davvero poco presenti nelle politiche culturali, in particolare quelli in età non scolare (e quindi non raggiungibili con i percorsi di avvicinamento all'arte e alla cultura presenti nelle scuole).
Forse è il caso di cominciare a rifletterci: i bambini sono un pubblico speciale per capacità di apprendimento e di restituire stimoli, per numeri e, non ultimo, perché viaggiano sempre accompagnati.