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5 dic 2014

ZeroSei


E' sempre più evidente ormai come i bambini siano oggi al centro di numerosi percorsi di riflessione sui temi della cittadinanza attiva, dello sviluppo economico, sociale e culturale. Nel nostro Paese ma non solo. Ce ne siamo occupati più volte in questo blog, soprattutto guardando alle politiche di accesso alla cultura.
Percorsi di riflessione - la cui esistenza è già un buon segno - cui purtroppo non sempre segue un'operatività sul territorio e molta è ancora la strada da fare per dare il giusto spazio ai diritti e alle necessità di questa importante parte della popolazione.
Proprio per questo è particolarmente interessante il programma che Compagnia di San Paolo ha avviato da inizio 2014 a favore dei cittadini più piccoli: si tratta del Programma ZeroSei, nato con l'obiettivo di costruire un quadro di interventi coordinato per promuovere il benessere e lo sviluppo armonico dei bambini torinesi e piemontesi nella fascia 0-6 anni ossia negli anni centrali per lo sviluppo cognitivo, psichico, fisico, linguistico e sociale delle persone.
Il programma si articola in numerose azioni - da Spazio ZeroSei, luogo dedicato alla sperimentazione, alla creatività e alla socializzazione dei più piccoli, al Transatlantic Forum On Inclusive Early Years - e progetti sostenuti dalla Compagnia per esempio in ambito sanitario.

11 ott 2014

Crescere nella Città Metropolitana



Capire come i bambini vedono Milano: è questo l'obiettivo della ricerca, promossa dalla Fondazione Bertini Malgarini e condotta dallo SPAEE dell'Università Cattolica, presentata a Palazzo Marino nell'ambito del convegno "We Care: crescere nella Città Metropolitana- La Città per te".
Una ricerca interessante, non solo per i risultati ma anche perché dà voce ai cittadini più piccoli, cittadini raramente oggetto di studio nella loro soggettività collettiva.
Scopriamo così, dalla voce di 629 alunni della scuola primaria e secondaria, che, a Milano, il posto dove si sentono più sicuri è il proprio quartiere, quello in cui imparano di più è la scuola e che i luoghi che piacciono di più sono il cinema e il parco/cortile. Ancora, ci dicono di essere stati al Duomo (quasi il 90%), di aver visitato il Castello Sforzesco e molti altri musei della Città anche se i musei sono terzi classificati nella lista dei luoghi che considerano più noiosi.
In generale, la Città ne esce abbastanza bene: più della metà del campione le dà un voto buono o molto buono anche se al 62% non dispiacerebbe vivere altrove, sia a Torino, a Roma, a Vicenza, a Boston o in Canada. Alcuni servizi e luoghi, come per esempio le biblioteche e i centri sportivi, evidenziano un ruolo particolarmente importante nella vita dei bambini milanesi, altri devono ancora lavorare per rendersi visibili e rilevanti agli occhi di questa giovane utenza.
I piccoli studenti milanesi hanno valutato anche i loro concittadini più grandi che sono "gentili" e "amichevoli" ma anche "indifferenti" e "non ti guardano", soprattutto quando cresci.

18 apr 2014

I bambini nei musei d'Italia

E' periodo di numeri per il mondo della cultura: è appena uscita la pubblicazione annuale del Mibact "Minicifre della Cultura" e sono finalmente accessibili anche i dati Istat relativi a "I musei, le aree archeologiche e i monumenti italiani".
Visto che le vacanze pasquali sono imminenti e che i musei solitamente ne sono un po' i protagonisti, è quindi interessante leggere alcuni di questi numeri.
Scopriamo così che di 4.588 musei e istituti d'arte aperti al pubblico in Italia, 2.688 svolgono attività didattiche tra laboratori, corsi e progetti educativi, ma che solo 470 circa dispongono di spazi dedicati a questa attività.
La regione più attrezzata per la didattica e le attività rivolte al giovane pubblico? E' la Toscana, con 344 strutture, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia.
Sono 872 i musei italiani che offrono servizi specifici per le famiglie e per l'infanzia, oltre 1700 gli istituti che hanno nei bambini un target delle proprie campagne di comunicazione e promozione e quasi 1.200 quelli che dispongono di percorsi e materiali informativi dedicati ai più piccoli.
E per quanto riguarda l'accessibilità (quante volte succede, entrati in un museo, o a volte anche prima di entrare, di trovarsi con i passeggini di fronte a qualche barriera architettonica di difficile superamento)? Sono 1.600 i musei davvero accessibili a tutti e sono soprattutto, ancora una volta, in Toscana ed Emilia-Romagna, e in Veneto.

31 gen 2014

Bike to school

Dopo la prima edizione del 29 novembre scorso, che è stata un grande successo in tutte le città coinvolte, e dopo 4 mesi di appuntamenti milanesi ricorrenti, torna un evento nazionale per celebrare la bicicletta come mezzo di trasporto ideale per accompagnare i bambini delle elementari a scuola.
Accompagnare i bambini a scuola in bicicletta è un'esperienza meravigliosa, un modo speciale di iniziare la giornata insieme ai propri figli, che attendono il momento della pedalata pieni di un'allegria contagiosa. Purtroppo molte scuole di Milano sono accerchiate dal traffico automobilistico, spesso poco rispettoso delle esigenze dei genitori che hanno scelto un mezzo di trasporto alternativo, dando in questo modo anche un sostanziale e concreto contributo al miglioramento della qualità della vita in città, che va a beneficio di tutti.
Per questa ragione oggi è spesso necessario essere accompagnati da persone esperte, ma l'auspicio è che il dialogo avviato con il Comune di Milano porti a iniziative concrete nei quartieri coinvolti dalle iniziative "In bici a scuola a Milano". E a un nuovo impegno per diffondere la cultura della mobilità dolce a Milano.

9 gen 2014

Un viaggio coi baffi



Per chi ha rinunciato al proprio spirito avventuriero e itinerante a causa dei bambini, Milano Malpensa Terminal 1 ha pensato di dare un incoraggiamento particolare a rimettersi in viaggio, fornendo l'aiuto speciale di Geronimo Stilton, il topo più amato dai piccoli.
Milano Malpensa Family Friendly Airport è infatti l’iniziativa lanciata dall’aeroporto milanese in collaborazione con Edizioni Piemme, per garantire ai piccoli globetrotter e alle loro famiglie una serie di servizi di viaggio più agevoli.
Aerei, lunghi controlli di sicurezza e interminabili attese prima dell’imbarco, saranno piacevoli e divertenti, oltreché velocissimi grazie a corsie preferenziali per famiglie, aree gioco, sconti nei punti di ristoro e ovviamente lunghe letture delle avventure del baffuto amico!

9 dic 2013

Superkilen

Un giardino universale: familiare e sorprendente al tempo stesso, ricco di atmosfera urbana e internazionalità. L'intento che ha animato il progetto del parco di Superkilen, a Copenhagen, è stato quello di offrire uno spazio di quartiere nel quale fisicamente far incontrare le diverse culture che popolano i dintorni. Più di 50 nazioni hanno contribuito alla costruzione dell'idea offrendo concretamente arredi e manufatti provenienti dai loro paesi, da esporre in sostituzione delle classiche attrezzature urbane utilizzate nei parchi pubblici.
Così è nato questo luogo interculturale dove ognuno può ritrovare le proprie origini e abitudini, mostrandole agli altri con dignità e fierezza, contribuendo all'arricchimento della città e al suo funzionamento.
Si tratta di un'area gigante dove trova posto tutto: campi da basket, pista per pattinaggio, area fitness, posti auto, piazze coperte, spazio mostre... Lo spazio diviso in tre aree accoglie: la vita urbana moderna, fatta di musica, giochi, sport e caffè, nella piazza rossa; il mercato, con fontana e panchine, nella piazza nera; alberi, prati, picnic e passeggiate nel parco verde.
Un vero progetto di esaltazione e sostegno della diversità!

28 nov 2013

Un Partyyaardvark in città


Chi ci crede? E' arrivato esausto dal vicino Burger's Zoo e si è sdraiato per rilassarsi un po' nella piazza del centro di Arnhem, tra erica fiorente e morbide dune di sabbia.
Tutti i bambini sono accorsi per festeggiare la novità, increduli e divertiti. Soprattutto divertiti, hanno indetto una lunga festa per celebrare il nuovo compagno di gioco: un cucciolone di Partyaardvark, un animale allegro e gioioso, che dorme 22 ore al giorno.
L'idea è di Haro de Jong, architetto del paesaggio, e dell'artista Florentijn Hofman, finanziati dal Burger's Zoo e sostenuti dall'amministrazione comunale, alla ricerca di un'identità rinnovata, forte e vivace per un luogo che aveva perso attrattività a seguito dell'abbandono di alcuni cantieri edili causa crisi.

24 nov 2013

29.11.2013 - Massa Marmocchi


Tutti insieme in bicicletta: è l’esperimento che sta tentando un vasto gruppo di genitori attivisti della ciclabilità in cinque città: Roma, Milano, Bologna, Napoli -e ora anche Caserta. Obiettivo? “Andare a scuola in un modo diverso, in allegria e libertà, appropriandosi delle strade e di una città troppo spesso percepita come pericolosa”.
In calendario per venerdì 29 novembre, il prossimo appuntamento conta già 20 scuole partecipanti solo a Roma, un bel up-grade se si tiene conto che nella prima edizione della biciclettata, il 20 settembre scorso, i baby "attivisti" sono stati trenta!
L'idea è di organizzare un "tutti insieme in bicicletta" ogni ultimo venerdì del mese per dimostrare che andare a scuola in bici è bello e si può fare, soprattutto se si è in tanti.
A Milano l’esperimento, detto "massa marmocchi", è iniziato a ottobre scorso grazie agli attivisti della locale Critical Mass, che hanno accompagnato a scuola i bambini, insieme ad alcuni genitori, con appuntamento alle 8 alla fermata M1 di Gorla in viale Monza.
I genitori-attivisti puntano a lanciare l’idea a livello nazionale: “La bicicletta è il regalo più desiderato per i bambini di ogni parte del mondo perché rappresenta il primo passo verso l’indipendenza negli spostamenti e il raggiungimento di velocità fino a quel momento sconosciute. Nonostante questo, nella stragrande maggioranza delle città italiane ai bambini viene impedito di utilizzare la bicicletta anche solo per il normale tragitto casa-scuola perché è troppo pericoloso e l’uso della bici viene quindi relegato nel weekend quando, dopo essere stata caricata nel bagagliaio di un’auto, viene liberata nei parcheggi ipercongestionati di parchi pubblici o altre aree delimitate dove, finalmente, i bambini possono pedalare in libertà. Da queste considerazioni nasce l’idea di un gruppo di genitori di ”fare rete” per creare un evento di portata nazionale in cui adulti e bambini diano vita a una massa critica in grado di affrontare il traffico motorizzato in sicurezza”.

19 nov 2013

20 Novembre


Il 20 novembre ricorre la Giornata Mondiale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Una data simbolica, festeggiata a partire dal 20 novembre 1989, giorno in cui fu approvata dalle Nazioni Unite la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, per ricordare a tutti l’importanza di tutelare i bambini e garantire loro un'esistenza dignitosa.
In tutte le città vengono organizzati iniziative ed eventi. A Miliano ha luogo la Marcia dei Diritti “Io come Tu”, organizzata con Unicef  e Arci Ragazzi: partirà dai Giardini di Porta Venezia per concludersi al Teatro Strehler coinvolgendo le scuole primarie, secondarie di I e II grado e le famiglie.

11 nov 2013

Europa poco attiva culturalmente? Puntiamo sui bambini!


L'Europa sta diventando un continente meno culturalmente attivo? Sembrerebbe questa la tendenza secondo quanto emerso dalla nuova indagine sull'accesso e la partecipazione culturale della Commissione europea, appena pubblicata come Eurobarometro 399.
Era dal 2007 che non veniva realizzato una survey su questo tema e, nonostante le notevoli differenze tra Stati membri, gli europei sono meno impegnati in attività culturali oggi rispetto ad allora. Solo il 38 % infatti pratica attività come il canto, il ballo o la fotografia e, in termini di partecipazione 'passiva', coloro che si considerano molto impegnati culturalmente sono solo il 18 % dei cittadini contro il 21 % nel 2007.
Il declino ha interessato tutte le attività culturali, tranne il cinema. Le principali ragioni addotte per  la scarsa partecipazione ad attività culturali sono la mancanza di tempo (il 44 % dei rispondenti lo indica come il principale impedimento a leggere un libro), la mancanza di interesse, la mancanza di denaro (25 % motiva così la non partecipazione a concerti). E le attività meno popolari sono la lirica e il balletto: il 50% dei rispondenti indica il "non interesse" verso questi generi di intrattenimento culturale.
E gli italiani? Purtroppo nemmeno loro si salvano e, anzi, che si tratti di musei, teatri o biblioteche la loro partecipazione culturale è sempre sotto la media europea.
L'indagine ha mostrato però che oltre la metà dei cittadini europei utilizza Internet per scopi culturali e, quasi un terzo, lo fa almeno una volta alla settimana. Questo dovrebbe aprire una finestra di riflessione su come le istituzioni culturali si comunicano sulla rete e sulle nuove forme di produzione e fruizione culturale sul web.
E, per noi, l'Eurobarometro conferma la strategicità per le politiche culturali di indirizzarsi verso i più piccoli, per favorirne l'accesso e l'abitudine alla partecipazione culturale.

23 ott 2013

Baby Social 0.1

Qwert, è il social network di Treviso dedicato ai ragazzi in età pre-adolescente.
Messo a punto nel 2010 dall'Azienda Ussl9 insieme al Comune di Treviso, al Lions Club e all'ufficio scolastico provinciale, e nato con l’intenzione di dare ai ragazzi la possibilità di usare un social network sicuro in cui potersi presentare, conoscere e scambiare  pensieri, Qwert offre anche ambiti specifici di confronto su tematiche inerenti la fase di crescita dei piccoli utenti. 
Il nome del social, modulato dal neologismo “qwerty”, che indica la posizione dei tasti nella tastiera dei computer occidentali e insieme evoca la parola del dialetto locale che significa "coperto", contiene in sé le intenzioni di futuribile didattica tecnologizzata e di protezione e riparo dei giovani dalle insidie di chat, tag, post e link.
Al sistema si accede tramite password, username e tramite la sottoscrizione dei genitori di una liberatoria.
Le intenzioni sono buone, tuttavia la cosa più interessante sembra essere l'educazione ad un uso utile e consapevole dei social, più che l'obiettivo di protezione e sicurezza dei giovani. Siamo sicuri infatti che a quell'età non sia molto più bello trasgredire le regole di mamma e papà invece che avere il loro benestare anche per accedere a un social network?

17 ott 2013

Segni d'Infanzia a Mantova


Dal 30 ottobre al 3 novembre, Mantova torna a essere il palcoscenico di "Segni d'Infanzia", il grande festival internazionale d'arte e di teatro per l'infanzia che vede artisti provenienti da vari paesi d’Europa e del mondo esibirsi in spettacoli, laboratori, percorsi d’arte e performance in cui musica, pittura, teatro, scultura, danza si mescolano in una continua contaminazione tra le arti. Il pubblico di riferimento sono bambini e giovani dai 18 mesi ai 18 anni e il ricco e interessante calendario si rivolge sia al mondo delle scuole sia alle famiglie e a tutti gli amanti del teatro.
Il Festival, nato nel 2006 da un’idea di Dario Moretti, fondatore e direttore artistico di "Teatro all'improvviso" , e diretto dall'attrice e regista Cristina Cazzola, si fonda sulla convinzione che sia possibile "presentare ai bambini una proposta artistica di alta qualità che non si risolva in un intrattenimento fine a se stesso, ma offra loro quegli stimoli sensoriali, emotivi e creativi che l’infanzia sa assorbire e rielaborare con grande forza e spesso in modi inaspettati e geniali". L’Associazione che gestisce il Festival crede infatti  che offrendo ai bambini una cultura di alta qualità si possa contribuire a un processo di maturazione culturale della società tutta.  Non a caso, l'iniziativa gode del patrocinio, tra gli altri, del Mibac, dell'UNICEF  e della Commissione europea.Come non sposare una simile convinzione? Sfogliamo dunque il bel programma sul sito.

10 ago 2013

La geografia si impara con i piedi


“La geografia si impara con i piedi” dicevano una volta i professori. Veniva allora da chiedersi perché mai si accanissero tanto a tartassare studenti per lo più stanziali con complicatissime e temutissime cartine mute.
Chissà cosa si dice oggi nelle aule di scuola durante l’ora di geografia, in tempi in cui sette milioni e 300 mila ragazzi sotto i 18 anni fanno ogni anno almeno una vacanza e, di questi, oltre un milione e 300 mila sono partiti da soli.
Si comincia presto ad andare in vacanza senza genitori, non necessariamente con nonni o con altri parenti/adulti: a 8 anni molti bambini vanno già all'estero per viaggi di studio e la soglia minima per andare via con gli amici si è abbassata – dicono le statistiche – a 14 anni.
I più piccoli invece, in attesa di poter varcare da soli la soglia di casa con la valigia, si accontentano di concordare con mamma e papà destinazione e modalità di viaggio.
Dove si va? Al mare, certamente, e in montagna. Ma sempre di più anche nelle città d’arte: a Roma, Firenze, Venezia e Torino soprattutto.

23 lug 2013

Un museo per i bambini



Kids Art Tourism, Milano per i bambini e ArtKids avevano lanciato in maggio una consultazione online per la stesura del primo "Manifesto dei musei per i bambini", per raccogliere le opinioni e i giudizi di genitori, nonni, maestri ed educatori sulla gestione dei musei, sulla accoglienza riservata ai più piccoli e sui servizi a loro dedicati nelle istituzioni museali.
Sono ora online i primi risultati.
Il questionario è stato compilato principalmente da genitori con figli tra i 4/7 anni. Si tratta di famiglie che visitano i musei tra 2 e 5 volte l’anno (51%) preferendo, come momento di visita, il fine settimana e in particolare la domenica mattina (38%).
L’intento è quello di avvicinare i propri figli all’arte (70%) e scelgono il museo, anche per attività più ludiche, invece di altri centri dove si organizzano attività per i bambini perché convinti che la formazione del personale e la qualità della proposta sia migliore (28%).
Dove ci siano gli strumenti per far vivere l’esperienza del museo anche ai bambini (materiale informativo dedicato, attività specifiche per i più piccoli, ecc.) (87%), piuttosto che facilities (10%) o solamente un personale accogliente con i bambini (3%).
La maggior parte degli intervistati preferisce il “ museo per tutti” (84%) piuttosto che musei dedicati esclusivamente ai bambini (16%) e prediligono, anche in termini di offerta educational, la presenza di un percorso museale comune per adulti e bambini pur con strumenti di didattica differenziati (49%)
Il servizio ritenuto più utile è la presenza di spazi lungo il percorso espositivo pensati anche per bambini con sgabelli per vedere meglio o sedersi e zone relax per i bambini, meno gettonati bookshop con ampie selezioni di libri per bambini o bar/caffetteria con kids menù e, sorprendentemente, la presenza di fasciatoi nei bagni (15%). Si vede che i genitori italiani se ne sono ormai fatti una ragione...

1 lug 2013

Children, Childhood and Cultural Heritage

Fino a tempi recenti, il tema del patrimonio culturale dei bambini e della sua rappresentazione è stato praticamente assente da tutti i ragionamenti relativi alla museologia così come alle politiche e al management culturale.
Si tratta invece di una tematica di grande interesse, oltre che potenzialmente vastissima.
Il patrimonio culturale dei bambini, da quello intangibile fatto di fiabe e giochi, a quello tangibile dei luoghi, è infatti assai ricco, geograficamente differenziato e in continua evoluzione, vista l'instancabile produttività e mediazione culturale dei bambini.
Per questo è particolarmente interessante la lettura di "Children, Childhood and Cultural Heritage": perchè si ha l'impressione di esplorare una terra vergine, pur incredibilmente familiare.
Il volume, mettendo insieme discipline, luoghi e momenti storici differenti, indaga come nella vita quotidiana l'immaginario e la creatività dei bambini vengano collezionati, interpretati ed esposti nei musei e come tutto ciò contribuisca a determinare la rappresentazione pubblica dell'infanzia stessa.
Non solo, racconta anche dei bambini come collezionisti, del loro ruolo nella selezione del patrimonio da conservare per le future generazioni e, ancora, delle loro abitudini come fruitori di cultura.
Buona lettura.

7 giu 2013

Un Ministro più attento alla cultura dei piccoli




Caro Ministro Bray,

pochi giorni fa si è appresa la Sua decisione di consentire l'accesso gratuito ai luoghi della cultura anche ai minori extracomunitari. Si tratta di un passo importante che, su questo fronte, riallinea l'Italia agli standard dei  paesi civili.
Negli ultimi anni abbiamo tanto sentito parlare del ruolo della cultura per lo sviluppo economico e sociale del Paese e i tagli ai finanziamenti pubblici, i crolli nei siti archeologici, il successo di libri come “Vandali” di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, la “discesa in campo”, lo scorso anno, del primo quotidiano economico nazionale, il Sole 24 Ore, con un Manifesto per la cultura, hanno richiamato una grande attenzione sul tema.
Eppure non si parla mai di come avvicinare e formare nuovi pubblici per la cultura, di come formare i futuri mecenati e nutrire i creativi di domani.
Avvicinare i bambini alla cultura fa parte degli obiettivi strategici delle politiche culturali di molti paesi, europei e non, come la Danimarca, il Regno Unito, la Svezia, solo per citarne alcuni.
In Australia il rapporto “ Review of Theatre for Young People in Australia” ha osservato come l’esposizione precoce a esperienze artistiche positive trovi una correlazione con l’interesse e l’impegno culturale dei cittadini e la Svezia ha recentemente inserito, tra gli obiettivi della sua politica culturale nazionale, quello della partecipazione attiva dei bambini alla vita culturale, sancendo il diritto dei più piccoli a esercitare la propria creatività.
In Italia, sebbene molte importanti istituzioni pubbliche e private dedichino ormai specifici programmi ai bambini, anche ai più piccoli, questi sono davvero poco presenti nelle politiche culturali, in particolare quelli in età non scolare (e quindi non raggiungibili con i percorsi di avvicinamento all'arte e alla cultura presenti nelle scuole).
Forse è il caso di cominciare a rifletterci: i bambini sono un pubblico speciale per capacità di apprendimento e di restituire stimoli, per numeri e, non ultimo, perché viaggiano sempre accompagnati. 

6 giu 2013

La fantasia è di tutti

Perchè usare scivoli e altalene quando si può giocare in un cratere lunare, in un sottomarino, su di un razzo, a cavallo di un balena o di un ragno gigante?
Il mondo è un luogo fantastico: pieno di colori, stimoli, curiosità, e di pericoli, contraddizioni, sfide nello stesso tempo.
Il gioco dei bambini dovrebbe contenere tutti questi elementi: allenare la capacità fisica, alimentare la fantasia, incoraggiare e confortare, ma anche insegnare ad affrontare i rischi e le loro conseguenze, così come accade nella vita di tutti i giorni. Perfino la normativa europea EN 1176/77 definisce il rischio come un elemento essenziale delle attrezzature per il gioco che devono fornire il giusto grado di pericolo, in termini di stimolo e  impegno, all'interno di un ambiente controllato e sicuro, naturalmente.
I parchi gioco sono inoltre luoghi di incontro dove i piccoli svolgono attività sociali, si confrontano, interagiscono e in cui dovrebbero allenarsi a conoscere la realtà nei suoi aspetti molteplici.
Vanno dunque pensati e costruiti con una logica di apertura, inclusione e accessibilità che attragga tutti e permetta di giocare e confrontarsi insieme sulle dinamiche del mondo.

4 giu 2013

I bambini stranieri cittadini onorari

In occasione della Festa della repubblica molti comuni, tra i quali Sesto San Giovanni, hanno dato la cittadinanza onoraria ai minori figli di immigrati nati in Italia: una festa "senza frontiere"!